Machinedrum
MIT - Meet in Town 2012
2012-06-08 2012-06-09Travis Stewart, classe 1982, è uno di quei musicisti solitamente definiti come “precursori”. Uno di quelli capaci di avvicinare tra di loro generi come nessuno era mai riuscito prima. Nel 2001, anno di uscita di “Now You Know”, Pitchfork recitava “questo è il nuovo modello a cui aspira la nuova generazione di imitatori”, marcando quella che sarebbe stata una costante della carriera di Stewart. Il suo punto di forza è la conoscenza della strumentazione elettronica quanto di quella acustica, e la capacità di traghettare i generi “comuni” da un lato all’altro delle due sponde. Dall’idm anni 90 evoluto nelle forme del nuovo millennio, al susseguirsi di sperimentazioni ambient lungo tessuti abstract hip-hop, fino ad arrivare al 2010 e al progetto Sepalcure, vero e proprio laboratorio di ricerca post-dubstep. La corposa discografia di Machinedrum approda nel 2011 all’ultimo LP “Room(s)”, accolto come uno dei capolavori avant degli ultimi tempi, impossibile da inquadrare se non come uno degli album più interessanti dell’anno. Le ibridazioni vengono perlustrate in una serie infinita di combinazioni. Il dupstep è contaminato con future garage, soul, glitch elettronici, musica da club. E soprattutto, con l’ispirazione di un vero musicista del Rinascimento elettronico. Capace di mescolare la musica pop con le mode e la sua conoscenza delle produzioni sperimentali, conferendo un tocco personale a tutta la sua musica.























